venerdì, 15 agosto 2008

Il paese dove ti stai muovendo esiste davvero, Dudu, o è solo un altro brutto scherzo? Forse quell’altro era finto però esisteva, accidenti se esisteva, dava un senso alle cose e tu lì avevi il tuo posto. Dritto in piedi tra i ribelli allo stalinismo accecati dall’idea della rivoluzione permanente.

E adesso?

Adesso c’è  un paese reale che a volte ha negozi di lusso e a volte ha baracche di lamiera. Un paese povero per i più e di rapina per gli altri. Un paese che ha smesso di crescere da almeno 20 anni.

Ci sono altri compagni che vivono il tuo stesso delirio o sei stato rinchiuso in un sogno non tuo? “Ci risveglieremo nei nostri sogni” era la tua frase preferita alla fine delle assemblea della tua lotta. E tu avevi capito che era possibile svegliarsi nel sogno di un altro e, se la fortuna non ti assisteva, nel suo incubo.  Ma avevi capito che non ti importava, a patto che i sogni fossero condivisi.

Ora ti svegli ogni mattina prigioniero di quello stesso paese incubo popolato da  140 milioni di sonnambuli. Senza sogni l’idea soccombe e lascia campo  alla follia. E non c’è  follia senza etica, così come non può esistere follia senza senso dell’umorismo, e puoi essere un pazzo buono o un pazzo cattivo, e persino un pazzo figliodiputtana, così come puoi essere un pazzo incazzoso o un pazzo sorridente.  Hai tutti questi esempi davanti  a te ogni giorno al lavoro. Tu perseveri con la tua pazzia poco indulgente con te stesso tormentato dalla responsabilità solidale.

Ma la realtà ti sfugge come ti sfugge questo Paese. Ci sono state le elzioni truccate, la crisi alimentare, le epidemie di malattie polmonari, l’aumento drastico della mortalità, ora c’è  anche la guerra.  Ne eri consapevole,  ma per un certo verso erano solo notizie, sensazioni, storie di altri che non toccavano le tue emozioni personali. Cosa ti stava succedendo? Voevi forse condividere il Paese di altri e lo stavi perdendo? E di che Paese parlavi? Del Paese del sogno collettivo, “delle tesi di aprile”, delle giornate di luglio, della presa del palazzo di inverno?  Oppure di quello di Cronstad, del potere dell’armata rossa sui soviet, di Stalin?

Oppure di questo odierno paese melassa che mescola Anna Karenina con Paris Hilton o Alyosha Karamazov  con Silvio Berlusconi? Questo paese mutante,  territorio del saccheggio dei formichieri?

LaRussia, i sui giorni di pioggia senza arcobaleno, i discorsi di Putin sulla modernità che nascondono i pugnali di ossidiana dell’eterno potere, le cineteche di film americani, i supermercati stipati di snack al cioccolato, gli occhi dei russi persi sui cartelloni pubblicitari che non vedono piu lo sguardo dei loro morti. Lo sguardo fisso e maledetto dei morti che ti rinfacciano di averli lasciati soli, ti chiedono di guardarli tu, sopravvissuto...

Esiste questo territorio di tutti e di nessuno?  Esisteva, te lo ricordi, ti era famigliare. Lo hai scoperto più di vent’anni fa e non lo hai più lasciato. E adesso qualcosa ti sta strappando, trascinando te e la gente via dalla realtà, per gettarti verso un’altra cosa, per scagliarti nel nulla.

Per fotterti per sempre.

postato da: CI3NFU3G05 alle ore 18:13 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1    16 Agosto 2008 - 14:41
 
Panta Rei, mio buon Dudu. Bel post, sofferto ma ben focalizzato, vissuto ma ben ragionato. Torna vincitore.

JP.
utente anonimo

#2    17 Agosto 2008 - 10:37
 
I second that... bel post davvero.
Mi sbaglio o trasuda un'ombra di nostalgia per cio' che e' stato, nel bene e nel male, un paese che ALMENO aveva un'identita'?
Io sono stato per parecchio tempo in Russia, in 3 riprese di alcuni mesi (anche 9, a Mosca), e quello che mi sono portato a casa e' stata la profondissima curiosita' di vedere com'era "prima"... prima che diventasse il paese dei cartelloni che rubano gli sguardi di chi - in realta' - ancora ricorda, ma fa sempre piu' fatica a fare di questo ricordo qualcosa di utile alla propria evoluzione.
utente anonimo

#3    18 Agosto 2008 - 20:49
 
Valeva la pena, provare e riprovare per riavere la rete...
Non male, come trip. Ma, appunto, panta rei.
Dax, torna in fretta! non mi interessa un fratello Fedor, mi interessa un fratello circondato dall'amore che si è materializzato intorno a te in questo buffo belpaese (?), e che conta ogni secondo che lo separa dal tuo rientro in quest'altra surreale realtà.
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#4    19 Agosto 2008 - 17:38
 
Ciao DuDu. Forse da oggi ci capiterà di incontrarci, oltre che nei corridoi di un albergo fatiscente che si atteggia a hotel di lusso per stranieri ricchi, anche in qualche incubo mio o tuo o di entrambi.
Anche a me questo paese sfugge. Solo guardandolo dall’interno mi sono reso conto di quanto sia grande, come un numero con troppe cifre per essere immaginato. Da quando sono qua ho visto baraccopoli senza luce, acqua e strade, ho visto auto di lusso superare sui marciapiedi e ho sentito parlare di città smodatamente ricche e snob, nelle cui vene scorre il petrolio. E non sono ancora riuscito a convincermi che, come amo spesso sostenere, la verità stia nel mezzo.
E poi mi frustra il fatto di non poter comunicare come vorrei con le persone, per capire veramente fino a che punto siano affette da amnesia e fino a che punto siano così abituate ad obbedire da non riuscire ad opporsi a chi chiede loro di rinnegarsi.
Purtroppo quello che tu chiami “il paese finto” non l’ho visto e quindi non posso dire se era effettivamente migliore di quello reale. Mi consolo pensando di non aver visto nemmeno quello reale, mascherato dai brillantini di Mosca e nascosto dietro le tendine dei palazzi tutti uguali della “zona proibita” di Plesetzk. Devo però dire che se il paese finto dava un senso alle cose, in quello reale le cose hanno un senso: ci si rinnega in cambio di illusioni, di snack americani e della pasta italiana ... come in ogni angolo del mondo! Ma la domanda che mi assilla è: “noi perchè lo stiamo facendo?” Perchè se ci pensi, DuDu, il nostro popolo si sta rinnegando ancora di più. Il nostro popolo non ha più il coraggio di guardare in faccia i morti che gli hanno regalato esistenza e dignità. Peggio: sta sibilando nelle orecchie di quei morti che il loro sacrificio, tutto sommato, non serviva, quasi fossero morti per narcisismo. Peggio: sta negando che quei morti siano mai vissuti. Ma “perchè” torno a chiedere? Noi gli snack e la pasta li avevamo già e le illusioni le stiamo perdendo del tutto!
RobyBoggy
utente anonimo

#5    20 Agosto 2008 - 11:16
 
Paris Hilton e Silvio Berlusconi.
Inquinamento. Corruzione. Disfacimento. Gli inevitabili segnali del declino e della putrefazione di un gigante a cui stanno cedendo le ginocchia. La sensazione piú netta che ho della Russia é estremamente parziale e ignorante, e mi é rimasta dopo aver speso un paio di sporadiche serate a Mosca in transito verso Baikonour: la sensazione che dietro e intorno alla magnificenza e alla meastositá dei palazzi, della Piazza, degli alberghi vivesse un sottobosco lontano anni luce da quella stessa magnificenza e da quei fasti; un sottobosco popolato da gente che fa fatica, che lotta, che si accapiglia per le briciole e che in mancanza d'altro gratta le gambe del gigante; una giungla senza controllo fastidiosamente tenuta a bada da chi deve garantire la facciata per i turisti, per gli investitori, per l'occidente (!) ...
per Paris Hilton e Silvio Berlusconi.
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