Giugno 1999
“Questo è il corridoio per portare i tori alla raccolta” disse Roelof indicando una strada in mezzo al prato delimitata da tubi di acciaio . “Se mi seguite vi accompagno alla sala di raccolta.”
Lo seguimmo. C'era il veterinario in testa con stivali verdi di gomma, mia moglie e Roelof con aria intellettuale e scarpe di vernice e il sottoscritto un po’ in disparte coi sandali.
Mia moglie prendeva appunti su un taccuino rosa.
Avrebbe poi dovuto tradurre tutte le informazioni e illustrare la raccolta ai nuovi clienti cinesi.
Il corridoio si allargava e finiva all’interno di una grossa stanza.
“Adesso il veterinario ti spiegherà come avviene la raccolta e il congelamento del seme, prendi appunti… è la parte più difficile da tradurre”.
“GRazie Roelof”
Il vetrinario si diresse nel centro della stanza, scavalcò dei tubi di acciaio, scese due gradini e si schiarì la voce. Solo il suo tronco fuoriusciva dal pavimento, si chinò e scomparve. Ricomparve in pochi secondi con uno strano arnese in mano.
Con l’altra mano indicò l’armatura di ferro che gli faceva da gabbia.
“Questa è l’impalcatura di sostegno.”
La mano si mosse poi in direzione di una pelle di mucca appesa al muro.
“Quella è per il travestimento, viene messa qui sopra”
disse indicando i tubi intorno a lui
“e il device erotico per il toro è completato da questa vagina di silicone”
alzò e inclinò verso di noi lo strano arnese dalle dimensioni e fattezze mostruose.
“Quando il toro sale sulla impalcatura, io, da sotto l’impalcatura, nascosto dalla pelle di mucca, infilo questo arnese e raccolgo il seme”
Mia moglie era interessata e faceva domande di assoluta pertinenza.
“Scusi, ma lei deve anche muoveRe quell’aRnese, oppuRe lo tiene feRmo e sfrutta il movimento del toRo?”
Il veterinario assunse un’aria da uomo esperto
“dipende dai tori e dalle giornate. Sta a me capire il momento e agire al fine di raccogliere il più possible”
Osservavo il veterinario. Ero assolutamente esterrefatto. Aveva studiato per anni e anni e adesso faceva le seghe ai tori. Mi ripromisi che non mi sarei lamentato del mio lavoro per almeno un mese.
“Posso faRle ancoRa una domanda?”
“Prego signorina… signora?”
“signoRa… da pochi giorni…”
Il veterinario si girò verso di me, forse si accorse solo in quell momento della mia presenza.
Io guardai in terra terrorizzato della domanda prossima ventura.
“Senta, ma il toRo non si accoRge del tRucco? OvveRo, si eccita anche si fRonte ad una mucca di tubi di acciaio RicopeRti di pelle?”
Il veterinario si schiarì la voce
“questo è il punto fondamentale. Questi tori sono nati qui e mai hanno visto una mucca. Questo stabilimento è lontano chilometri dalla stalla più vicina. Questo fa sì che i tori non sentano neppure l’odore della mucca.
Nonostante questi accorgimenti non tutti i tori accettano di avere rapporti con la mucca meccanica.
Specie uno. Si chiama Tyson. Non siamo mai riusciti a farlo montare sopra i tubi. Però è di razza Fassona purissima e il suo seme è di ottima qualità. Per ovviare a questo suo scarso interesse abbiamo qui un bue, scelto per le sue caratteristiche. Ha infatti le zampe posteriori molto forti per superare il peso del toro, ha l’altezza di una mucca ed è molto mansueto.
Si chiama Sorriso. La raccolta del seme con l’uso di Sorriso è però abbastanza complicato. Io mi metto sotto la sua pancia e devo cogliere l’attimo esatto per abbassare il membro del toro e infilarlo nella vagina di lattice. E vi garantisco che non è molto agevole”
I miei occhi si stavano sgranando. Quel lavoro era tutt’altro che poco importante. Il veterinario salvava quotidianamente il culo di una creatura. Ogni giorno Sorriso metteva la sua dignità nelle mani veloci del veterinario. Io manco in 30 anni di carriera sindacale avrei salvato così tanti culi.
Me ne andai pensoso e lasciai il gruppo alle informazioni sul congelamento conservazione e utilizzo del seme.
Uscii dalla sala e seguii il recinto verso le gabbie.
Il rumore prodotto dai tori era sempre più frastornante.
Nella prima gabbia ce n’era uno dallo sguardo cattivissimo, anello al naso grosso come una palla da volley, che sbuffava e ondeggiava. Fasci di muscoli scattavano e guizzavano per allontanare le mosche. Ringraziai l’inventore dell’acciaio per le sbarre che mi separavano da lui. Nella parte bassa della gabbia il curriculum vitae:
Nome : Zeus
Anni: 7
Razza: Fassona
Figlio di: King
Raccolte: 2013 al 31/12/1998
Andai a curiosare nelle altre gabbie, seguivano Tiger 2, Hurricane, Rambo, Leo, Drago, Rocky e Tyson. Mi soffermai a guardare Tyson. Sembrava il più inferocito di tutti. Era anche il più alto e quello con la testa più grossa. Caricava in mia direzione e sbatteva enormi cornate contro la grata. Mi chinai e guardai sotto. Aveva una matranga grossa come una delle mie gambe. Pensai al gesto atletico di prendere quel coso enorme al momento opportuno e infilarlo dentro la vagina di silicone.
Il veterinario era oramai diventato il mio eroe.
Mi diressi verso la gabbia successiva.
L’abitante della gabbia era l’unico che sembrava non volesse uccidermi. Aveva gli occhi dolci e mansueti ed era visibilmente più piccolo degli altri tori. Mi avvicinai e lo accarezzai sul muso. Mi leccò una mano con la sua lingua rasposa. Mi chinai a leggere il suo curriculum vitae:
Nome: Sorriso
Anni: 6
Razza: Fassona
Figlio di:
Raccolte:
Gli ultimi campi erano lasciati in bianco.
Mi guardava leggere il cartello con enormi occhi tristi. Il suo ruolo socio esistenziale era esposto a pubblico ludibrio. Guardai oltre. Alla sua sinistra non c’erano altre gabbie, alla sua destra Tyson scalpitava e sbuffava.
“Che bastardi che sono a tenere vicini l’aguzzino e la vittima… che vitaccia povero Sorriso” gli dissi accarezzandolo sul collo.
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Giugno 2008 - 9 anni dopo
Lunedì scorso avevo appuntamento con mia moglie davanti all’aula del tribunale civile. Di lì a poco sarebbe diventata la mia ex moglie. Arrivai in anticipo. Nel corridoio già erano presenti il mio avvocato, il suo avvocato e lei.
“Buongiorno Dudu, tutto OK?”
“Certo avvocato… tutto bene, solo che non sono più abituato al traffico di Torino”
“CeRto stai sempre in tRasfeRta chissà quanto guadagni!!!”
Mi girai verso il mio passato inseguendo la direzione della voce
“Ciao Cri, tutto bene?.... ummm buongiorno avvocato”
“Ciao Dudu… alloRa sei toRnato in Italia?”
“Sì sì… comunque emhhhh eccoci qui”
Dietro di me una coppia litigava per affidamento figli e alimenti. Ringraziai la cicogna di non essersi posata sul nostro tetto per quei lunghissimi 4 anni.
Intanto l’avvocato del mio passato ancora doveva ricambiare il mio saluto.
Lo guardai. Era alto grosso, senza capelli, con enormi occhiali neri e con la faccia cattivissima. Prese sotto braccio la sua cliente:
“scusate un attimo” e si allontanò di due metri buoni.
“prego” dissi e diedi loro le spalle attivando il mio super-udito.
Li sentivo bisbigliare di soldi e proprietà, mi girai quel tanto che bastava per sbirciare furtivamente: stavano commentando il mio CUD.
In quel momento ci convocò il giudice. Pensai al mio presente. Alla mia compagna, alla mia bimba e al mio mutuo dalle rate esorbitanti. I muscoli del mio sfintere si contrassero.
Entrammo.
La giudice era donna.
Libreria, Giudice, poi scrivania e davanti nell’ordine, mio avvocato, io, lei, suo avvocato.
“Ci sono novità chiese il giudice?”
Finalmente sentii il timbro della sua voce
“a dire il vero sì. Le presento questo documento”
Allegato al documento c’era il mio CUD.
Silenzio.
Il giudice leggeva.
“AlloRa Dudu che impRessione ti fa? Sai io mi sento un po’ fRastoRnata. Questo è un passo gRande. Cavolo!!! divoRzio, mai ci avRei cReduto solo qualche anno fa. Tu come ti senti?”
“Sai Cri, ti ricordi il tuo primo lavoro? Quello che ti ho trovato io a Carrù, quello dove dovevi fare da interprete ai cinesi che dovevano comprare il seme dei tori di razza fassona?”
“sì, RicoRdo, ma che c’entRa con la mia domanda”
“ecco, mi sento un po’ come Sorriso”
Silenzio.
“Bene, ho letto il documento quali sono le sue richieste?”
“Ecco giudice”
Tyson si avvicinava, lo sentivo
“al momento della separazione la condizione economica dell’ex marito della mia assistita era diversa, quindi la mia richiesta sarebbe quella di…”
Aprì la cartellina ed estrasse un nuovo foglio. Io stringevo le chiappe, ma era oramai vicinissimo.
“Al momento della separazione” interruppe il mio avvocato “anche i valori degli immobili erano differenti. All’epoca ci eravamo accordati che il mio assistito lasciava alla moglie la casa e l’arredamento e si faceva carico dei mesi mancanti del mutuo, ora la casa ha triplicato il suo valore, mentre il salario del mio assistito è aumentato solo del 30% per via delle innumerevoli trasferte di lavoro”
“Sì e quindi?”
interruppe il giudice
“e quindi” continuò il mio Avvocato “nel caso in cui la parte avversa volesse conciliazione economica per incremento di condizioni economiche del mio assistito, noi chiederemmo di adeguare la conciliazione con le nuove stime di valutazione dell’immobile”
Silenzio.
“Perdonateci un attimo”
Tyson bisbigliò qualcosa nell’orecchio della mia ex moglie, che faceva sì con la testa, quindi si voltò verso il giudice
“non abbiamo alcuna ulteriore richiesta”.
Il mio avvocato era riuscito nell’impresa. Glielo aveva abbassato all’ultimo momento e glielo aveva infilato nella vagina di silicone.
Ero salvo.
Firmammo.
Salutai tutti.
Diedi l’assegno al mio avvocato e mi avvicendai verso l’uscita.
Ero entrato angosciato e preoccupato.
Ne usciii con un enorme Sorriso.